Unioni civili a Cesena: le buffonate dei fascisti e l’impotenza della “sinistra” borghese

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Si è tenuta ieri a Palazzo Albornoz, presso il Comune, la seconda unione civile tra uomini celebrata a Cesena dopo l’approvazione del pasticciato DDL Cirinnà di un anno fa. Un evento che dovrebbe risultare del tutto “normale”, salvo che i soliti cani da guardia fascisti della reazione (in questo caso,  membri di Forza Nuova) hanno inscenato un patetico “funerale del matrimonio” come avevano già fatto per la precedente unione civile celebrata a Cesena. Nel dare la nostra solidarietà ai due giovani che hanno dovuto subire questa provocazione, registriamo che le forze di polizia, sempre presenti e scorrazzanti per il centro e per piazza del Popolo, non si sono messe particolare fretta per impedire l’indegno spettacolo. Mentre, quando si è dovuto sgomberare picchetti operai nel polo logistico di Pievesestina, non è mancata la massima celerità nella repressione. Ci fanno anche sorridere le dichiarazioni di Possibile e del PD, dove i primi pensano di poter liquidare come “patologia mentale” l’ondata omofoba e clericale (per nulla avversata dal papa “di sinistra” che ha introdotto, anzi, norme contro i preti omosessuali) che sta ancora attraversando il nostro paese e che pone invece un serio problema politico, in primis ai lavoratori che vengono attaccati non solo sul posto di lavoro ma anche nella sfera dei diritti civili, tentando di dividerli anche sul piano delle preferenze sessuali e quindi di un’ulteriore emarginazione all’interno dello Stato borghese; il PD invece, ci ripropone lo stanco sermone del suo antifascismo istituzionale, rivendicando addirittura l’applicazione della Legge Scelba contro le organizzazioni fasciste, ben sapendo che la sua pratica politica quotidiana in tutta Italia si basa sull’asservimento al clero cattolico, e su politiche di aggressione alle conquiste economiche e politiche degli sfruttati e degli oppressi, ben sapendo che i suoi dirigenti nazionali hanno sdoganato nel tempo i fascisti come non mai (arrivando a equiparare in parlamento militi repubblichini e partigiani, e partecipando a più di un governo insieme a esponenti della vecchia destra fascista). A conferma che l’unico “antifascismo” è quello che mette in discussione la società che ha prodotto il fascismo, la stessa società in cui viviamo oggi, il capitalismo. Sarà l’abbattimento di questa società divisa in classi sociali, tra pochi capitalisti ricchissimi e una marea di sfruttati, e la costruzione di una nuova società di liberi e uguali, che garantirà la fine della barbarie fascista e la piena libertà nella vita affettiva, senza che essa debba rispondere alle logiche di uno Stato oppressivo o ai canoni tradizionali basati sull’oppressione della donna e delle minoranze sessuali da parte del maschio padrone.

PCL Romagna

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