SICUREZZA DEGLI EDIFICI: BASTA RATTOPPARE!

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Il Partito Comunista dei Lavoratori appoggia il “Comitato Progetto Scuola” nella lotta per la messa in sicurezza del territorio, e nel caso, della tanto discussa scuola elementare.

L’Italia è un paese ad alto rischio sismico, si sa, quindi è urgente adottare una politica edilizia antisismica al 100% per gli edifici di nuova costruzione, ed una ristrutturazione dei vecchi immobili che porti il livello di sicurezza al massimo, in particolare per gli edifici pubblici residenziali e le scuole, che sono fatiscenti e finiscono regolarmente in macerie in caso di scossa.

La stessa sorte che ha toccato il centro Italia è facile che si ripeta. I governicchi borghesi del centrodestra e del centrosinistra da anni si nascondono dietro assurde cifre ed incomprensibili calcoli. Quando si parla di “messa in sicurezza” ormai per associazione si pensa a migliaia di miliardi da spendere che possono essere destinati altrove (ad esempio, alla becera campagna mediatica del MinCulPop per il referendum di dicembre).

Non basteranno certo gli aiuti economici della UE ad attuare il riassesto geologico in Italia: il denaro necessario, molto di più di quello ora stanziato, va reperito esattamente nel luogo in cui si trova, ossia dai finanziamenti e dall’abolizione dei privilegi fiscali alla chiesa ed ai capitalisti, dalla cancellazione del debito pubblico passando alla nazionalizzazione delle banche sotto controllo dei lavoratori, tanto per cominciare.

In casi come questo, il restauro o la ricostruzione degli edifici devono essere effettuati sotto controllo della popolazione interessata, a partire dalla gestione dei fondi e delle priorità e delle modalità di intervento, per evitare i soliti appalti ad aziende private le quali si intascano i soldi e costruiscono col cartone, spesso in collusione con la mafia o con le amministrazioni locali.

Il Comitato ha presentato un progetto alternativo e innovativo di costruzione in legno totalmente a norma, accessibile e antisismico al 100%, esattamente per lo stesso costo degli attuali preventivi comunali, ma è stato puntualmente rifiutato dall’amministrazione marcata PD.

Non ci stupisce: sono la gestione clientelare dello Stato e il massimo profitto possibile a dettare le priorità politiche sempre e comunque. Non è questione di “cattivi amministratori”: è semplicemente la logica della nostra società, il capitalismo, che risponde solo alla necessità, da parte dei pochi che ce l’hanno, di aumentare sempre di più la propria ricchezza, il proprio capitale. Anche lo Stato a tutti  i suoi livelli non può sottrarsi a questa logica, e quindi dalla dittatura di industriali, palazzinari e banchieri.

La gestione del denaro dei lavoratori deve essere sotto il controllo dei lavoratori, le case e le scuole pubbliche siamo in grado di costruircele senza il comando di qualcun altro. Non abbiamo bisogno di mantenere una classe parassitaria che lucra sulle nostre spalle a ogni occasione, terremoti, inondazioni, come ogni giorno sul posto di lavoro. Non possiamo permetterci il caos distruttore del “mercato libero”. Solo un’economia razionale, pianificata, realmente democratica, permetterà di attuare la messa in sicurezza idrogeologica di tutto il paese.

Se ne vadano tutti e governino i lavoratori!

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