Golpe turco 2016: una comparazione con il golpe Borghese del ’70

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Contributo esterno di Trotsko

 L’ex-gladiatore pentito (?) Nino Arconte ha scritto:
Il Golpe Turco non è fallito, è perfettamente riuscito e si sta attuando proprio adesso sotto gli occhi di tutti.  (…) Migliaia di ufficiali e giudici arrestati sono frutto di liste di proscrizione che non si possono improvvisare. (…) Noi italiani dettavamo scuola in questo genere di machiavellici piani strategici. Fu grazie alla simulazione mediatica del cosiddetto Golpe Borghese, messo a punto senza nemmeno che fosse necessario impegnare l’esercito, che si poterono decapitare i servizi segreti leali alla Repubblica e mettere a segno il vero colpo di Stato. Quello perfettamente riuscito il 16 marzo 1978 e compiuto il 9 maggio dello stesso anno e … mai interrotto da allora.
Dall’agguato di via Fani all’omicidio Moro, l’ex agente G-71 svela una vicenda d’Italia chiara, ma nascosta. Evidente, ma occultata.
L’omicidio Moro rientrava nella logica del: “destabilizzare per stabilizzare”.
Un atto privo di senno che spinse le masse a destra e preparò il terreno alla marcia dei 40.000 di Torino. Del ritorno a casa. Della passivizzazione di massa.
Anche il parallelismo con il golpe Borghese è corretto. Con il “fallito” golpe del ’70,  Andreotti rafforzò i suoi poteri. Lo stesso Andreotti che fu il vero burattinaio dell’operazione.
Anche Erdogan con il “fallito” golpe ha fatto dimenticare la crisi del suo governo e i suoi imbarazzanti legami con l’ISIS (altro spauracchio creato e gestito dell’imperialismo). Non a caso la Turchia di Erdogan, stabilmente sotto l’ombrello NATO, partecipa alla luce del sole agli affari dell’Isis e utilizza l’estremismo islamico in funzione anti-kurda… mentre abbatte i caccia russi.
Con il “fallito” golpe vince la Turchia islamizzata, su quella laica. Vince l’area rurale, su Istanbul. Si aprono alle epurazioni, ai licenziamenti, agli arresti dell’opposizione, alle torture. Un’epurazione di Stato che coinvolge già nei primi giorni di “reazione” al “golpe” non meno di cinquantamila vittime(leggi). Una lista di proscrizione che appare per quello che è: preparata prima del golpe.
1- Perché preparare una lista di oppositori al regime?
2- Come è stata possibile una reazione al golpe così rapida se davvero non avessero conosciuto il piano?
3- A chi giova il “fallito” golpe?
Tre domande per una sola risposta: rafforzare l’AKP e il potere del presidente Erdogan.

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